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La storia di dolore e di coraggio che ha commosso l’Italia

13 Gen 2020 Cronaca Redazione Gianfranco Mazzotta

Si è spento Giovanni Custodero, giovane 27enne fasanese, stroncato da un tumore. Era divenuto simbolo di chi non si arrende alla malattia e la affronta con fiducia e con il sorriso. Della sua vicenda ne hanno parlato tutti i media nazionali dopo il suo post di saluto pubblicato su facebook

Nella notte tra sabato e domenica è morto Giovanni Custodero, il portiere di 27 anni di Pezze di Greco. Malato di sarcoma osseo era in cura da cinque anni, e aveva raccontato su facebook la sua vicenda. Poi, sempre sul social, a conclusione del periodo festivo aveva scritto: “Ho deciso di trascorrere le feste lontano dai social ma accanto alle persone per me più importanti. Però, ora che le feste sono finite, e con loro anche l’ultimo granello di forza che mi restava, ho deciso che non posso continuare a far prevalere il dolore fisico e la sofferenza su ciò che la sorte ha in serbo per me“. Giovanni Custodero aveva annunciato quindi di voler ricorrere alla sedazione profonda per lenire il dolore. “Sarò sedato e potrò alleviare il mio malessere”.

Il calciatore aveva giocato nella squadra di calcio a 5 del Fasano, nel campionato di C2. La sua storia ha commosso tutta l’Italia tant’è che tutti i media nazionali hanno dedicato articoli e servizi al caso di Custodero la cui vicenda era anche approdata in Parlamento dove, lo scorso 9 gennaio, l’on. Maria Lapia del Movimento 5 Stelle aveva preso spunto dal suo caso per un intervento finalizzato alla richiesta di un maggiore impegno alla ricerca scientifica e alla ricerca contro il cancro fornendo strumenti idonei a che soffre e per sostenere la ricerca.

La notizia della morte del giovane ha commosso tutta la comunità cittadina che si è stretta non solo idealmente intorno alla famiglia. In questi anni Custodero ha subito diversi interventi chirurgici, l’amputazione di una gamba, sostituita con una protesi, che comunque non gli aveva impedito di svolgere attività fisica e di incontrare il mondo dello sport, della scuola e dei giovani, divenendo esempio di impegno e di coraggio nell’affrontare le avversità della vita, sempre con il sorriso sulle labbra.

L’elmo di Leonida era divenuto il simbolo della sua lotta contro il male, lo stesso vessillo che domenica scorsa ha sventolato sul campo di gioco del Fasano Calcio e sulle bacheche di quanti l’hanno conosciuto e hanno condiviso la sua storia.

I funerali si sono svolti a Pezze di Greco, nella chiesa parrocchiale, seguiti da una folla immensa e commossa che difficilmente dimenticherà la storia di Giovanni Custodero, il giovane guerriero che è già divenuto esempio di coraggio per tantissime persone.

Nei Prossimi giorni sulle frequenze di Radio Diaconia InBlu andrà in onda uno speciale e lui dedicato in cui avremo modo di riascoltare la sua energia in un intervista del 2017.

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