Don Sandro Ramirez, vicario del vescovo per Fasano, a nome dei parroci della zona ribadisce la posizione della Chiesa locale. Già nel 2007 con una lettera inviata al sindaco Di Bari i parroci di Fasano si dichiararono fortemente contrari all’apertura della casa da gioco. Oggi la riconferma di quella decisione.

Negli ultimi giorni la stampa, sia nazionale che locale,  ha riportato la notizia che il Governo si appresterebbe ad approvare un piano che prevede il raddoppio dei casinò in Italia nel quale si paventa l’ipotesi di apertura di una casa da gioco alla Selva di Fasano.

Al tal proposito, i parroci di Fasano, riunitisi ieri mattina, 26 ottobre 2015, ribadiscono ferma contrarietà a tale ipotesi, confermando quanto già espresso in proposito con la lettera datata 12 luglio 2007 che fu indirizzata all’amministrazione comunale  allora guidata dal sindaco Di Bari.

Già otto anni fa, nella missiva si scriveva: “dopo aver ascoltato i confratelli parroci e facendo eco agli interventi del magistero dei vescovi italiani a riguardo, mi permetto di farle notare la inopportunità, per un territorio a rischio come il nostro, di impiantare delle attività del genere che spesso sono portatrici di un indotto legato al riciclaggio, all’usura e a tanti altri mali. La storia non troppo remota di Fasano (alcune generazioni cresciute nell’illusione che i soldi non vanno guadagnati col sudore della fronte, ma recuperati in qualunque modo!) non ci consente di pensare che la nostra città abbia sviluppato tutti gli anticorpi necessari; anzi, a nostro parere, è come mettere un malato in mezzo alla corrente dopo che si è appena appena ripreso da una pericolosa broncopolmonite.

 Pensiamo che Fasano abbia bisogno e urgenza di tante cose, meno che di un casinò. Le statistiche, per esempio, delle fondazioni antiusura ci dicono quanto sia grave e diseducante per una comunità pensare che i problemi della vita possano essere risolti al tavolo da gioco. Quante famiglie si sono rovinate per questo, dopo aver creato dipendenza dal gioco e tanta corruzione morale e culturale.

 Pensiamo che ci siano altri modi di “attirare” turisti a Fasano; e che comunque l’imperativo del turismo a Fasano non possa essere pagato a qualunque prezzo!”.

Quanto allora dichiarato viene oggi in toto riconfermato nella speranza che il Commissario Straordinario che oggi esercita le funzioni amministrative possa trovare soluzioni alternative dichiarando la nostra disponibilità, se lo ritenesse opportuno, a incontrarlo per meglio chiarire la nostra posizione su una iniziativa che non potrà trovarci silenziosamente consenzienti, oggi come otto anni orsono.

 

don Sandro Ramirez

vicario del vescovo per la zona di Fasano

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