La Cia provinciale di Brindisi e le Cia comunali di Ostuni e Fasano intervengono sulle recenti nomine degli organismi dirigenti del Parco naturale regionale delle Dune Costiere.

Gli enti che costituiscono l’Assemblea Consortile del Parco naturale regionale delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo hanno perso, ancora una volta, una occasione per dimostrare attenzione verso gli agricoltori locali, che da sempre rappresentano i veri custodi naturali dell’area protetta e i veri fautori della economia del territorio.

Nella nomina effettuata nei giorni scorsi degli organi dirigenti del Parco (Presidente e Giunta esecutiva), la Provincia di Brindisi ed i Comuni di Ostuni e Fasano (enti componenti l’Assemblea Consortile del Parco), per l’ennesima volta, non hanno tenuto conto del comparto agricolo locale, dimenticando che sono stati proprio gli agricoltori i primi “sostenitori” del Parco, andando a volte anche contro i loro stessi interessi, accettando vincoli di non poco conto e subendo anche danni alle produzioni.

La stragrande maggioranza dei 1100 ettari sui quali si estende il Parco, infatti, è area agricola.

Non possiamo non ricordare come gli agricoltori sono stati e saranno i primi tutori, i primi custodi dell’ambiente e del paesaggio agrario. Se nei secoli scorsi non ci fossero stati gli agricoltori, oggi non avremmo avuto il Parco, non troveremmo nell’area protetta ulivi secolari e monumentali, insediamenti rupestri, lame, aree umide, paesaggi agrari incontaminati, masserie.

Un patrimonio che gli agricoltori hanno messo sin da subito a disposizione del Parco per le tante iniziative che l’Ente – grazie al lavoro del presidente e della giunta esecutiva uscenti e soprattutto del direttore del Parco – ha realizzato egregiamente in questi anni.

La Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) provinciale di Brindisi e i direttivi comunali di Ostuni e Fasano della stessa Confederazione sottolineano, ancora una volta, come anche in questa occasione gli agricoltori del territorio, coloro i quali vivono giorno e notte nel Parco, lo custodiscono e lo tutelano, sono stati letteralmente dimenticati e bistrattati dalla Provincia di Brindisi e dai Comuni di Ostuni e Fasano, che hanno nominato negli organismi dirigenti del Parco persone sicuramente valide e dal comprovato curriculum politico e professionale, però non di certo espressione del mondo agricolo locale.

Un ulteriore schiaffo alle migliaia di agricoltori che operano sia nel Parco delle Dune costiere che nelle aree limitrofe. Uno schiaffo che si aggiunge ad un già conclamato disinteresse di alcuni degli enti costituenti il Parco nei confronti del comparto agricolo. Non possiamo non sottolineare come da mesi, infatti, attendiamo risposte dalla Provincia di Brindisi su una questione che a breve porterà sul lastrico decine e decine di aziende agricole della provincia. Come attendiamo da mesi risposte dall’Amministrazione comunale di Ostuni, alla quale abbiamo chiesto più volte un incontro congiunto con il Comune di Fasano e l’Ente Parco per sottoporre delle problematiche che interessano proprio le aziende agricole che ricadono nel Parco. Ad oggi solo il sindaco di Fasano Lello Di Bari e il direttore del Parco Gianfranco Ciola hanno dato la disponibilità ad incontrarci. Dal Comune di Ostuni, invece, nonostante le sollecitazioni registriamo solo silenzio.

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