È stata presentata oggi 17 marzo nella Sala di rappresentanza del Palazzo municipale, a Fasano, l’iniziativa che si terrà sabato 21 marzo alle ore 9 nel teatro Kennedy contro l’omofobia e la transfobia, nella quale sarà proiettato il film “Più buio di mezzanotte” di Sebastiano Riso, presentato all’ultimo festival di Cannes (2014) nella sezione della “Semaine della Critique”. Il progetto, patrocinato dal Comune di Fasano ed al quale hanno aderito i due locali istituti d’istruzione secondaria superiore “Leonardo da Vinci” e “Gaetano Salvemini”, è organizzato dalla locale associazione “La Torretta” con la direzione artistica di Francesco Bassi e Tommy Rubino. Alla manifestazione di sabato, oltre alla proiezione del film, è previsto un dibattito sul tema dell’omofobia e della transfobia al quale prenderanno parte Davide Cordova (in arte Fuxia), il giovane catanese la cui storia di vita reale ha ispirato il film, Giovanni Gulizia, attore coprotagonista della pellicola di Riso, Teresa Manes (dell’Associazione italiana prevenzione bullismo), autrice del libro “Andrea oltre il pantalone rosa” (il tragico racconto del suicidio del 15enne Andrea, deriso perché omosessuale) ed Eleonora Magnifico, artista transgender ed esponente del movimento Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali) di Puglia.

Dopo i saluti introduttivi dell’assessore comunale Laura De Mola che ha motivato il patrocinio del Comune «poiché iniziativa importante per educare al rispetto di tutti», delle dirigenti scolastiche Stella Carparelli (“L. da Vinci”) e Rosanna Cirasino (“G. Salvemini”) che hanno sottolineato il ruolo della scuola come soggetto educatore all’espressione di ciascuno, nella diversità, ed al rispetto di ognuno e di tutti, è toccato a Luigi Pignatelli, presidente dell’Arcigay di Taranto e vittima di aggressione omofoba lo scorso 28 febbraio, raccontare la sua storia e, soprattutto, sottolineare che «ciascuna forma d’amore è bella, a prescindere dal discorso così attuale della legislazione in materia di unioni di fatto. Io ho ritenuto di denunciare l’aggressione subita ultimamente, ma anche quelle subìte negli anni scorsi, nonostante le differenze d’opinione all’interno della stessa comunità gay sulla necessità della denuncia: ancora molti sostengono che non bisogna denunciare. Invece, è importante che se ne parli e che si parli dell’omosessualità a partire proprio dalle scuole – ha affermato Pignatelli -: un’operazione d’informazione che si sta facendo negli ultimi anni ed alla quale partecipo attivamente, in quanto ospite di istituti scolastici. L’omofobia discende dalla mancanza di conoscenza dell’altro ed è importante unire le forze per educare al rispetto: l’arte, com’è la cinematografia, in questo discorso – ha aggiunto il presidente dell’Arcigay di Taranto – può fare molto perché è immediata, diretta. Si parla molto, oggi, di cosa sia la famiglia, ebbene, per me non è uomo-donna,; la famiglia è amore». Francesco Bassi, direttore artistico ed ideatore della manifestazione di sabato 21 marzo ha voluto ringraziare le dirigenti scolastiche per l’entusiastica adesione al progetto nato per «diffondere la cultura del rispetto verso tutte le diversità», parlando dell’esaltante esperienza fatta con l’attore Ettore Bassi nei giorni scorsi che, a sorpresa, ha incontrato gli studenti nelle scuole per promuovere l’iniziativa di sabato 21 marzo.

Durante la conferenza stampa è intervenuto, in collegamento skype da Palermo, Davide Capone, il 16enne attore protagonista del film “Più buio di mezzanotte” che ha raccontato di essere stato scelto dal regista in modo inaspettato: «Comunque – ha chiarito a chi gli chiedeva se volesse interpretare altri ruoli che non fossero quelli legati all’omosessualità – credo che un attore, al di là della sua condizione omosessuale, debba immedesimarsi nei personaggi che gli vengono proposti; in ogni caso – ha aggiunto – io sono un musicista e quella dell’attore non sarà la mia professione. Ritengo che oggi si parli di più del tema dell’omosessualità e che le cose stiano cambiando in positivo, anche se, soprattutto nelle scuole, i ragazzini sono spesso alle prese con turbamenti legati al loro stesso sentirsi diversi. Con Davide, la cui storia di vita ispira film, ho subito allacciato un’amicizia sincera perché è una persona straordinaria ed io credo che sia importante aprire gli occhi sulla tematica dell’omofobia, perché di questo fenomeno non vi debba essere più traccia». In videomessaggio, ha parlato anche il regista Sebastiano Riso che ha raccontato di come sia riuscito a scegliere Davide Capone, quale protagonista del film, dopo due anni di casting ed il provino di oltre novemila ragazzi.

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