I Militari della Guardia di Finanza di Fasano, all’esito di una complessa attività ispettiva, hanno individuato una società operante nel settore ortofrutticolo, che pur presentando le previste dichiarazioni fiscali, per gli anni dal 2007 al 2010, ha omesso di dichiarare circa il 40% dei ricavi conseguiti. Nel particolare, le Fiamme Gialle, a seguito di accurato esame della documentazione extracontabile rinvenuta, hanno accertato che l’impresa aveva posto in essere una vera e propria contabilità “parallela” a quella ufficiale, occultando ricavi per oltre 12 milioni ed IVA per oltre 500 mila euro. Trattandosi di società di capitali a ristretta base azionaria, oltre al legale rappresentante, sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria anche gli altri tre soci nella “presunzione” della distribuzione agli stessi di utili per ricavi “occultati”. La notizia della maxi evasione sta facendo discutere e riflettere i fasanesi che vedono la loro città proiettata sui palcoscenici anche nazionali della cronaca per un episodio non certo legato alle bellezze naturalistiche o alle attrattive del luogo. In un periodo di grandi sacrifici per tutti con tagli ai servizi, situazioni di precarietà, stretta economica, ecc. l’emergenza della lotta all’evasione fiscale diventa dunque una priorità nazionale assoluta. L’evasione, dallo scontrino non fatto o di minore entità, al mancato versamento di tributi e tasse è un danno reale nei confronti di tutti i cittadini che dallo Stato si aspettano servizi efficienti che proprio con le tasse vengono finanziati.

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