Siamo i primi in Italia che legiferano sulla gestione pubblica del servizio idrico, dopo la consultazione referendaria. Queste sono battaglie che valgono una vita politica e spero che il mio impegno possa aver posto in evidenza il tentativo di onorare la carica che ogni giorno esercito”. Così l’assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile, il fasanese Fabiano Amati, ha commentato subito dopo l’approvazione da parte del consiglio regionale della legge sulla “Gestione del servizio idrico integrato, che istituisce l’Azienda pubblica regionale “Acquedotto pugliese – AQP“. Legge di cui Amati è ideatore coadiuvato dal governatore Nichi Vendola. Nel corso della discussione in aula, Amati ha detto: “Oggi, alla luce del risultato referendario, il quadro normativo all’interno del quale si inserisce la legge sulla ripubblicizazzione di AQP e’ profondamente cambiato. Il popolo italiano ha infatti cancellato una norma illiberale che rendeva obbligatoria la gestione del servizio idrico integrato ai privati, in contrasto con i sistemi di libertà che offrono la possibilità di scegliere tra gestione pubblica e privata. ” L’Acquedotto pugliese torna ad essere della Puglia e dei pugliesi. In questo momento è in grado di vantare performance aziendali eccellenti, tanto che le perdite (fisiche ed amministrative) sono passate dal 61,46% del 2003 al 45,83% del 2010, con un utile che e’ passato da 500 mila euro nel 2005 ad oltre 36 milioni del 2010, mentre gli investimenti hanno raggiunto quota 200 milioni di euro, a fronte di quelli del 2005 che ammontavano a 45 milioni. La legge approvata lo scorso 15 giugno si ispira a principi generali secondo cui l’acqua è un bene comune, di proprietà collettiva, essenziale e insostituibile per la vita e la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile, imponendo l’azienda pubblica regionale a reinvestire l’80% degli avanzi netti di gestione nelle attività migliorative dello stesso servizio. L’amministratore unico verra nominato dal presidente della Regione tra professionisti con comprovata esperienza, salvaguardando l’autonomia tra amministrazione e politica.

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