In tutta la vicenda umana e storica di Gesù, la “Passione” culminata nel Venerdì Santo, designa da sempre l’insieme degli avvenimenti dolorosi che lo colpirono fino alla morte in croce. La Croce simbolo del cristianesimo, presente nella nostra vita sin dalla nascita, nei segni del rito del Battesimo, nell’assoluzione nel Sacramento della Penitenza, nelle benedizioni ricevute e date in ogni nostro atto devozionale e sacramentale; fino all’ultimo segno tracciato dal sacerdote nel Sacramento degli Infermi, nella croce astile che precede il funerale e nella croce di marmo o altro materiale, poggiata sulla tomba. Così presente nella nostra vita e pur tante volte ignorata e guardata senza che ci dica niente, con occhio distratto e abituato; eppure la Croce è il supremo simbolo della sofferenza e della morte di Gesù, vero Dio e vero uomo, che con il Suo sacrificio ci ha riscattato dalla morte del peccato, indicandoci la vera Vita che passa attraverso la sofferenza. Gesù stesso con le Sue parabole insegnಠche il seme va sotterrato, marcisce e muore, per dare nuova vita alla pianta che da lui nascerà . Le partecipate liturgie propongono la lettura della Passione di Cristo e l’adorazione della croce, mentre per la pietà popolare la passione viene rievocata tramite Vie Crucis (articolate in 14 stazioni che ricordano uno dei momenti della Passione di Gesù) e con le tante partecipate processioni dei Misteri, cortei sacri che si riuniscono introno alle statue di struggente bellezza ed espressività che raccontano, senza le parole sofferenze che hanno caratterizzato le ultime ore di vita di Gesù- Il venerdi santo è il giorno più solenne dell’anno liturgico nel quale fede e tradizione si fondono nel ricordo della sofferenza e del sacrificio del Figlio di Dio.

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