Al teatro Comunale Giovanni Laterza nove speaker si sono confrontati sulle vulnerabilità dei nostri giorni nella conferenza spettacolo più famosa del mondo. 

Le idee hanno il potere di aprire nuovi orizzonti e generare cambiamento. E’ quanto è accaduto al TEDxPutignano 2026 tornato al Teatro Comunale Giovanni Laterza dove ha registrato grande successo anche in questa sesta edizione.

La conferenza-spettacolo, presentata dall’attore, autore e regista Riccardo Lanzarone, è stata organizzata dall’Associazione Ubuntu non solo teatro APS, con l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo. Sul palco, la cui scenografia è stata curata dalla giovane artista putignanese, Lorena Ortells, si sono confrontati ben nove speaker, in nove talk di attualità sul tema Forze fragili.

Gli ospiti hanno raccontato storie ed esperienze che possono contribuire a cambiamenti positivi, e quindi meritano di essere diffuse proprio per ispirare il presente e immaginare il futuro.

Il tema di quest’anno è Forze fragili che può sembrare un ossimoro: una forza, infatti, viene associata a qualcosa di solido e resistente, mentre la fragilità richiama debolezza e vulnerabilità. In realtà, proprio questa contrapposizione rende la frase molto significativa. La forza non coincide sempre con la potenza o con l’assenza di debolezze. A volte non fa rumore, eppure può travolgere e stravolgere. A volte nasce proprio dalla capacità di riconoscere la propria fragilità e di trasformarla in solidarietà e resistenza. In pratica la fragilità può diventare il punto di partenza di una forza autentica.

Gli ospiti
Ogni grande cambiamento può cominciare da un’idea proprio come quella di Cosimo Sgobba, nativo di Putignano, Sleep Coach certificato ed esperto nei processi di miglioramento della qualità del sonno. “Il sonno è il modo in cui il nostro corpo e la nostra mente si rigenerano, per funzionare meglio, è la nostra preparazione invisibile. Mentre pensiamo di stare semplicemente dormendo, stiamo già costruendo chi saremo il giorno dopo. Ogni sera stiamo facendo una scelta molto più grande di quanto pensiamo”.

Giorgia Landolfo, catanese di nascita, giornalista freelance che scrive e si batte per i diritti delle gestanti, della salute riproduttiva delle donne e delle questioni di genere, nel suo speech ha parlato di violenza ostetrica. “La definirei una forma di violenza di genere molto poco conosciuta eppure radicata. Si verifica in gravidanza, durante il parto e il post parto con azioni o mancanze, omissioni, silenzi che non tengono conto della volontà e della dignità delle donne e delle persone con utero, compromettendone l’autodeterminazione e la salute”.

Ancora una voce femminile è stata quella di Federica Marrocu, guida turistica, autrice e operatrice culturale con un’attenzione particolare ai processi di autonarrazione e alla rilettura consapevole dei territori della Sardegna. Si è soffermata sul turismo come pratica che può e deve essere decolonizzata. “E’ qualcosa di cui essere profondamente consapevoli per rispettare le comunità: che hanno il diritto di non fare da comparse, di volere rispetto degli spazi e della loro dimensione relazionale, di celebrare le proprie feste per sé, senza mettere al primo posto le necessità dei turisti”.

Giulio Cavalli invece è autore, attore, regista teatrale e giornalista, noto per il suo impegno civile e teatrale contro le mafie. Dal 2025, con il suo “Diario di Bordo”, è una delle voci italiane della Global Sumud Flotilla. Sul palco ha affermato che “la depressione è diventata il rumore di fondo di chi è cresciuto con la promessa di tutto e poi si è ritrovato a tenere insieme i pezzi del poco. E vi risparmio la favola che il dolore ci rende più

forti perché è una bugia. La depressione è peso, resta peso. Su questo non vi vendo niente. Però la forza arriva in un altro punto preciso. Arriva quando la nomini e scopri che di tanti per un mio progetto editoriale ho raccolto centinaia di storie simili alla mia. E il fiato singolo è diventato un coro”.

E ancora, Stefania Fanari si occupa del mondo delle risorse umane e ricopre un ruolo di partner strategico, con particolare esperienza in progetti di change management e riorganizzazioni aziendali. Nel suo intervento ha parlato di unicità. “E’ la cosa più potente che una persona porta dentro un’azienda, ma è anche nello stesso momento la fragilità più grande, per tutti e due, sia per la persona ma anche per le aziende che le persone le gestiscono. Le aziende si sentono fragili perché non hanno gli strumenti e le capacità di leggere le unicità delle persone, e allora fanno l’unica cosa che sanno fare con ciò che non riescono a capire: le appiattiscono, le trattano tutte allo stesso modo, con regole uguali per tutti, perché è più semplice”.

Sul palco anche Antonella Mele, assistente sociale diplomata in Servizi Sociali che lavora presso il Comune di Altamura. Ha raccontato la sua idea nata circa 20 anni fa: la storia del primo vino agrivoltaico in Italia e forse in Europa. “Se oggi possiamo assaporare questi vini è perché abbiamo saputo ascoltare l’energia delle cose fragili: della ricerca, della comunità, della terra, del sole. L’energia delle persone che hanno creduto in qualcosa che ancora non esisteva. Credo che dovremmo essere fieri delle nostre fragilità. Sono loro a renderci unici e a rendere unico il nostro fare”.

Andrea Garofalo, invece, conosciuto sui social come ‘Andrea s’è perso’, è un travel blogger, scrittore e agente di viaggio salentino famoso per aver intrapreso un viaggio di un anno intorno al mondo nel 2018 portando con sé un pallone da calcio come strumento di condivisione. Ha parlato della sua particolare esperienza. “Per anni ho pensato che bastasse un pallone. Poi ho pensato che fosse un viaggio. Oggi credo che la risposta sia un’altra. Ci fidiamo quando smettiamo di sentirci giudicati. Quando possiamo mostrarci per quello che siamo davvero. Quando non dobbiamo più difenderci”.

Altro speech interessante è stato quello di Nicola Clemente, biologo che coordina il centro Ketos della Jonian Dolphin Conservation. La sua missione è fondere ricerca e citizen science per riavvicinare le persone al mare. A tale proposito ha parlato di etologia. “Altro non è che lo studio del comportamento, non degli esseri umani, troppo complessi. Parliamo dello studio del comportamento animale, una delle mie grandi passioni. Grazie all’etologia sono riuscito a spingermi un po’ oltre nella scoperta e ho avuto un grande privilegio, quello di poter descrivere ciò che succede sotto la superficie del mare”.

Infine Velia Lalli, prima stand-up comedian donna italiana che ha innovato le tematiche e il linguaggio comico femminile. Parlando di una sua esperienza personale ha reso omaggio ai ricercatori. “Forze silenziose, sobrie, non appariscenti, sono i topi da laboratorio. E non parlo delle cavie, parlo dei ricercatori. Persone che lavorano lontano dai riflettori, anni, decenni, vite intere su una stessa ricerca! Pagati poco, contratti precari. I nerd veri”.

 Sul palco di TEDxPutignano non sono mancati anche il suono e l’energia, grazie al percussionista, polistrumentista, compositore e ricercatore di ritmi e culture di matrice afro Diego Catalano.

Tra contaminazioni e sperimentazioni musicali ha sottolineato che la vera forza nasce dalla vibrazione sottile di corde, lamelle di metallo e strumenti di per sé fragili e che l’atto di connettersi attraverso il ritmo ci rende una forza comunitaria forte e condivisa.

Un momento di grande emozione è stato anche quando TedxPutignano ha ricordato Annibale D’Elia, capo dipartimento cultura della Regione Puglia, scomparso nei giorni scorsi in un incidente in moto, che avrebbe dovuto essere tra il pubblico ad assistere all’evento. “Una persona che ha rappresentato un’epoca importante per la cultura pugliese essendo stato tra i promotori del programma Bollenti Spiriti. Una persona che ha permesso, grazie alla sua visione, al suo entusiasmo e al suo lavoro di creare un ecosistema vivo e generativo”, hanno detto gli organizzatori.

“Chiudere TEDxPutignano sul tema “Forze fragili” significa portare con noi una consapevolezza: la fragilità non è il contrario della forza, ma una delle sue forme più autentiche – ha dichiarato Alessandra Dalena, organizer/licenziataria della manifestazione -. È nella capacità di attraversare le difficoltà, chiedere aiuto e trasformare le vulnerabilità in occasioni di crescita che scopriamo risorse spesso inaspettate. Le idee ascoltate durante la conferenza non si esauriscono con la fine degli interventi: continuano invece a vivere nelle domande che ci lasciano e nelle azioni che sapremo mettere in campo. Perché la vera forza non è non cadere mai, ma trovare, anche insieme agli altri, il coraggio di ricominciare”.

TEDxPutignano 2026, con il patrocinio del Comune di Putignano, Regione Puglia, Università degli Studi di Bari, Politecnico di Bari, Tecnopolis, Università LUM, nonché del supporto della Camera di Commercio di Bari, è stato realizzato grazie al supporto di numerosi soggetti che hanno deciso di sostenere la manifestazione per il suo valore culturale e formativo.

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