Non c’è spazio per l’astrazione pura quando si parla di relazioni umane né per quelle formule preconfezionate che anestetizzano la spontaneità dell’adolescenza.

La conferma più limpida è arrivata domenica 11 ottobre dal Laboratorio di Grafica della sede ITET dell’IISS Gaetano Salvemini, dove la presentazione alla cittadinanza e alla stampa del nuovo progetto targato RAIUNO ha assunto i contorni di una vera e propria riflessione etica e culturale sul nostro tempo.

Le Dirigenti scolastiche degli Istituti coinvolti nella rubrica Sentimenti, le parole per dirli – inserita nella trasmissione Uno Mattina in Famiglia di RAIUNO – hanno accolto lo psicologo Stefano Pieri e il regista Andrea Rispoli.

Marella Convertino alla guida del Salvemini ha dato il benvenuto agli ospiti, illustrando l’articolazione delle riprese sul territorio fasanese: la formula scelta per la puntata s’incentra sull’accoglienza e sulla soglia delicata di passaggio degli studenti dalla scuola media di primo grado a quella di secondo grado nella fase cosiddetta di orientamento: il 12 ottobre gli studenti delle prime e seconde classi medie dell’I.C. Collodi-Bianco guidati dai ragazzi degli indirizzi di Accoglienza Turistica, Sala e Cucina della sede IPSEOA hanno la possibilità di mettere letteralmente “le mani in pasta” partecipando alle attività laboratoriali di enogastronomia e indossando grembiuli blu e cappellini bianchi sotto la raffinata e attenta supervisione della prof.ssa Lucia Grassi. Nel pomeriggio – ha continuato la Dirigente – il percorso di esplorazione del Sé coinvolge i bambini dell’I.C. Giovanni XXIII-Pascoli. Attraverso il canale potente delle immagini e di contenuti digitali i piccoli protagonisti traducono il proprio mondo interiore in nuovi alfabeti emotivi.

Nel suo intervento Pieri, televisivamente noto come lo Psicologo della Strada, si è soffermato sull’importanza della presenza della figura dello psicologo nel delicato e cruciale periodo di frequenza della scuola, quando è possibile intervenire tempestivamente in situazioni gravi di disagio o malessere.

Dal canto suo, l’assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di Fasano, Cecilia Saladino, ha confermato il sostegno della pubblica amministrazione alle iniziative finalizzate a rafforzare la rete di sostegno alle famiglie e agli adolescenti nel non facile processo di inserimento in una società complessa dal punto di vista professionale, civico e soprattutto relazionale ed affettivo.

Sulla stessa lunghezza d’onda gli interventi delle Dirigenti Maria Blonda e Maria Di Bello – in rappresentanza rispettivamente degli istituti comprensivi Giovanni XXIII-Pascoli e Collodi-Bianco – hanno posto in risalto l’impegno programmatico e operativo delle scuole nella realizzazione di attività didattiche ed extracurricolari finalizzate ad intercettare le criticità emotive e a far rete con gli esperti e le istituzioni del territorio.

A concludere la conferenza stampa, le parole del regista Rispoli hanno insistito sull’importanza dei diversi format televisivi ideati negli anni per dar voce all’emotività spesso soffocata o ancor peggio silenziata negli adolescenti e nei giovani adulti.

Nel corso della conferenza, un filo conduttore sottile ma solidissimo ha attraversato le voci dei protagonisti in uno spazio relazionale autentico realizzando un focus sulla situazione attuale col comune proposito di rafforzare il costante monitoraggio del benessere di studentesse e studenti e le conseguenti misure di prevenzione, intervento, con attenzione prioritaria alla costituzione di adeguate reti di attori istituzionali al servizio della comunità.

Non ci resta che attendere le puntate di Uno Mattina in famiglia in onda sabato 17 ottobre, dalle ore 8:30 alle 10:35, e domenica 18 ottobre, dalle ore 6:30 alle 9:35 con la conduzione di Beppe Convertini, Monica Setta e Ingrid Muccitelli, per accogliere il messaggio dei nostri bambini e adolescenti integrati in una comunità scolastica in grado di abitare la frattura e il limite del presente per trasformarli in dialogo.

Una responsabilità dello sguardo che restituisce alla televisione e alla scuola la loro missione più alta: riscoprirsi come luoghi necessari di relazione.

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