Messo in archivio il 2025, festeggiato con il tradizionale cenone di San Silvestro l’arrivo del nuovo anno, viviamo le prime ore del 2026 in un clima meteorologicamente freddo e gelido, ma con la gioia e la speranza che riscalda i cuori.

In questi momenti continuiamo a scambiarci auguri perché il nuovo anno porti cose buone e belle e così sia, ma l’auspicio è anche quello di guardare e affrontare le cose con occhi nuovi, atteggiamenti positivi incentrati a quel “mettersi nei panni di chi ci è di fronte” che sicuramente ci può aprire cuore e mente alla comprensione, alla compassione e alla condivisione.

Un cambio che, partendo da noi stessi, rappresenta una piccola ma significativa rivoluzione capace di cambiare se non il mondo, almeno noi stessi Auguri allora perché possiamo guardare gli avvenimenti, la realtà, non con egoismo, ma con criticità, non con preconcetti e pregiudizi, ma con onestà intellettuale.

Solo così gli eventi che si ripetono tragici, tristi e talvolta drammatici a dispetto dei buoni propositi e degli auguri che ci facciamo anche in questo Capodanno, assumerebbero un significato e una comprensione diversa se guardati in maniera obiettiva e con gli occhi di chi vuole impegnarsi perché il bene e il bello possano prevalere nelle piccole cose come nei grandi eventi della vita quotidiana e della storia. Auguri, buon 2026!

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