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Nuovo ospedale Monopoli-Fasano: proseguono i lavori

09 Set 2019 Attualità Redazione

Imminente il getto del primo plinto di fondazione – Chiuso il contenzioso giudiziario sulla legititmità degli atti di gara – Lo annuncia il Consigliere regionale Fabiano Amati

Dopo 263 giorni di lavoro sta per essere eseguito il getto del primo plinto di fondazione. Accadrà nei prossimi giorni, alla presenza del Presidente Michele Emiliano. Il Consiglio di Stato, inoltre, ha depositato la sentenza che chiude definitivamente il contenzioso giudiziario, sancendo la legittimità degli atti d’aggiudicazione della gara”.
Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati, presentando il rapporto sullo stato d’avanzamento dei lavori del nuovo ospedale Monopoli-Fasano al 31 agosto 2019.

Dall’avvio dei lavori al 31 agosto – prosegue – sono trascorsi 263 giorni, pari al 26,3% del tempo di durata complessiva (1000 giorni). Ne mancano, dunque, 737 per la fine. Ad oggi sta per terminare la fase di getto del magrone e della preparazione del piano di posa della guaina e delle strutture di fondazione. Nei prossimi giorni si proseguirà con le predisposizioni impiantistiche che interferiscono con le fondazioni (cavidotti elettrici e tubazioni di acque meteoriche e fognanti) e con l’esecuzione del getto dei pilastri di fondazione. Sono inoltre in corso le attività propedeutiche all’allargamento della strada di accesso al cantiere, consistenti nello spostamento dei cavi elettrici e telefonici”.

Sto seguendo i lavori di realizzazione dell’opera con continuità e sistematicità, perché mi rendo conto delle necessità di salute a cui la nuova struttura potrà corrispondere. Nel raggio lunghissimo Bari-Brindisi, infatti, non c’è mai stato un ospedale in grado di curare le malattie tempo-dipendenti e di alta complessità, con conseguenze sotto gli occhi di tutti. Il nuovo ospedale Monopoli-Fasano – conclude Amati è funzionale a colmare un’esigenza che si sarebbe dovuta avvertire sin dagli anni ‘80 del secolo scorso, in modo da non farci ritrovare nelle attuali condizioni, cioè con ospedali affollati e con una rete territoriale in fase di organizzazione, quindi insufficiente a colmare la domanda di salute”.

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