La 1°edizione del festival si terrà a Fasano a partire da sabato 13 a domenica 21 ottobre e sarà dedicato al rapporto tra scienza, cittadini e politica.

L’iniziativa promossa dal Comune di Fasano insieme al Politecnico di Bari, è finanziata dalla Regione Puglia, e si avvale del sostegno di ENI, sponsor della manifestazione; partner della rassegna saranno l’IISS “Leonardo da Vinci” e la scuola secondaria di primo grado “Bianco-Pascoli” di Fasano; partener affiliati: l’ASL Brindisi, il Fondo Ambiente Italiano (sezione di Brindisi)  e Azienda Agricola Pantaleo.

Il tutto si articolerà in una serie di incontri che vedranno la partecipazione di prestigiosi rappresentanti del mondo Accademico che, coordinati da un giornalista, spiegheranno al pubblico l’influenza della scienza e della tecnologia sulla vita quotidiana e come la conoscenza, basata su evidenze scientifiche, possa tradursi in decisioni politiche finalizzate al miglioramento della qualità della vita. Gli incontri, aperti a tutti, si concentreranno nei fine settimana (salvo quello in programma giovedì 18 ottobre) e si terranno presso il teatro Sociale e la Sala di Rappresentanza di Palazzo di Città. Particolare attenzione sarà prestata anche al mondo giovanile con il coinvolgimento delle scuole cittadine nel Festival con specifici momenti loro dedicati.

Il Festival della Scienza sarà inaugurato sabato 13 ottobre alle ore 17,00 presso il Teatro Sociale con il saluto delle autorità istituzionali.

Subito dopo alle ore 17,30 la prima sessione di incontri che vedrà protagonisti la senatrice a vita Elena Cattaneo che dialogherà con il consigliere Regionale Fabiano Amati sul tema “Scienza, cittadini e Politica”. Una riflessione sui modi con cui la Scienza può fornire al legislatore dati e argomenti affidabili, così da decidere al meglio e nell’interesse dei cittadini. “Finché qualcuno non mi dimostrerà, dati e prove alla mano, che esiste uno strumento migliore del metodo scientifico, io continuerò a usarlo e a battermi perché fatti, trasparenza e condivisione entrino nelle scelte politiche e nelle decisioni sull’uso delle risorse dei cittadini”. (Da “Ogni giorno tra Scienza e Politica” di Elena Cattaneo, Mondadori editore).

Alle ore 19,00 il secondo e conclusivo incontro della giornata che vedrà impegnati Roberto Bassi, docente di fitopatologia vegetale presso l’Università di Verona, Donato Boscia, ricercatore del CNR esperto di fitovirus, Giovanni Martelli, docente di virologia vegetale presso l’Università di Bari, che, coordinati dal giornalista Renato Moro, caporedattore di Nuovo Quotidiano Puglia, parleranno sul tema: “Il fastidioso caso della Xylella”. Com’è stata scovata Xylella fastidiosa? Dove si annida? A che punto siamo con la diffusione e la lotta ai vettori? Luoghi comuni, bufale e leggende metropolitane: cosa c’è di vero e scientificamente accertato sulla questione Xylella? Con uno sguardo sull’ultimo documento aggiornato dall’Accademia dei Lincei.

Domenica 14 ottobre gli incontri si svolgeranno presso la Sala di Rappresentanza di Palazzo di Città in due sessioni: una in mattinata e l’altra pomeridiana.

Alle ore 10,30 il tema trattato sarà “La verità, vi prego, sul Glisofate” con la partecipazione di Angelo Moretto, docente presso l’Università di Milano, Donatello Sandroni, giornalista, agronomo e ricercatore in materia di diserbanti, Teodoro Miano, direttore del dipartimento di Scienze del suolo della pianta e degli alimenti dell’Università di Bari, coordinati dal giornalista Mauro De Nigris, giornalista di Radionorba e collaboratore del Corriere del Mezzogiorno. Un orco si aggira per i campi… è il glifosate, l’erbicida più utilizzato al mondo, “probabile cancerogeno”, sinonimo di multinazionali e interessi opachi. Ma cos’è, come si usa, a cosa serve? E quanto ne arriva davvero nei nostri piatti? A partire da un processo mediatico, politico e legale, un’occasione per discutere di ciò che interessa veramente i cittadini: se il Glifosate sia pericoloso come si dice o se invece non si stia giocando con le nostre paure.

Alle ore 18,00 l’argomento trattato sarà “Novi Ligure, Perugia, Avetrana, Brembate: la firma dell’omicida, il DNA entra in Tribunale”. A dibattere saranno Gianfranco Bangone, giornalista scientifico e Michele Laforgia, avvocato, coordinati da Giuliano Foschini, inviato di Repubblica.  Il DNA forense ha fatto il suo ingresso in Tribunale nel 1986, meritandosi l’appellativo di “prova regina”. Da allora le “impronte genetiche” sono diventate un testimone silenzioso contro l’assassino: grazie alla tecnologia noi oggi vediamo “la firma dell’omicida”. Una carrellata di casi famosi e mediaticamente molto seguiti nell’esperienza di un giornalista investigativo e di un avvocato penalista.

 Il secondo incontro pomeridiano avrà inizio alle ore 19,30 e sul tema: “Come decidiamo, in scienza e coscienza?” vedrà Paolo Legrenzi, psicologo e accademico noto a livello internazionale nel campo della psicologia cognitiva, confrontarsi con Armando Massarenti, filosofo ed epistemologo italiano. Coordinerà Pino Donghi, direttore Artistico del Festival della Scienza Fasano 2018. “A ragion veduta”, così si dice e ci si aspetta che vengano prese tutte le decisioni, specialmente quelle rilevanti per la nostra vita individuale e collettiva. Ma è proprio così che succede? È sempre la ragione a guidarci nelle scelte? Il fatto che invece a volte, magari spesso, siano altre passioni a governare il nostro modo di pensare, giudicare, trovare soluzioni, è sempre o solo negativo? E quanto tutto ciò è connaturato al nostro sviluppo evolutivo di specie? Dagli autori di “La buona logica”.

Giovedì 18 ottobre alle ore 17.00 nella Sala di Rappresentanza del comune di Fasano relazioneranno Tommaso Di Noia e Pietro Leo con tema: “Big Data e Intelligenza artificiale: sfide scientifiche e sociali “; introduce e coordina Dino Amenduni.

Sabato 20 ottobre presso il Teatro Sociale si terranno, invece, tre appuntamenti:

alle ore 10.30  Giordano MasiniDeborah Piovan e Giacomo Scarascia Mugnozza  AI, A come Agricoltura, I come Innovazione”; introduce e coordina Gianni Tanzariello. AI è il famoso acronimo inglese per Artificial Intelligence, ma, tradotto nell’idioma del Bel Paese, può stare anche per Agricoltura e Innovazione: un binomio imprescindibile. Perché l’agricoltura ha sempre innovato, per tradizione: semplicemente non può fare altrimenti. E d’altra parte, dall’epoca di Tertulliano (211 d.c.) ai giorni nostri, il timore di chi abita sulla Terra è sempre stato lo stesso: ci sarà da mangiare abbastanza per tutti? Non sarà allora che il vero biologico è tecnologico, ossia frutto della capacità di conoscenza, volontà, libertà e responsabilità dell’essere umano?

Nel pomeriggio, alle ore 18.00, Vittoria Brambilla, Bruno Mezzetti e Cinzia Montemurro “Tra antiche piante e nuove tecnologie: genome editing e altri strumenti per l’Agricoltura del futuro”; introduce e coordina Massimiliano Scagliarini. Tra gli acronimi che raccontano degli sviluppi delle bio-tecnologie, CRISPR è uno dei più recenti, affascinanti… e difficilmente pronunciabili: una tecnica che sta cambiando la biologia e molto probabilmente trasformerà la medicina e l’agricoltura. Ma l’editing del genoma non è la sola tecnologia vegetale: altre si sviluppano e sono oggetto di ricerca, così come non si tratta solo di “correggere errori” e migliorare la qualità delle piante e della vita in genere. Con le moderne bio-tecnologie si può progettare il futuro ma anche guardare al passato, recuperando antiche specie e colture tradizionali.

A seguire, alle ore 19.30, Andrea Grignolio, Pierluigi Lopalco e Stefano Termite “Vaccini e Opinioni: perché la scienza non può essere democratica”; introduce e coordina Gerardo D’Amico. Nonostante i vaccini siano l’intervento medico-sanitario che ha salvato più vite e migliorato lo stato di salute globale, sono i Paesi con alta aspettativa di vita e livello d’istruzione a mostrare le più acute resistenze, con il conseguente calo delle coperture. Quali sono le ragioni? Quali gli strumenti? Un incontro per capire meglio cosa sono i vaccini, come funzionano, quanto sono sicuri e cosa s’intende per obbligatorietà di vaccinarsi.

Domenica 21 ottobre due gli appuntamenti in programma presso la Sala di Rappresentanza:

Alle ore 10.30, Antonio Incampo e Luca Simonetti  “In Scienza e Giurisprudenza, quale diritto per la ricerca?”; introduce e coordina Enzo Magistà. La cronaca più recente ci ha messo davanti anche a qualche orrore legale e giudiziario: dai casi Di Bella e Stamina al processo agli scienziati per il terremoto dell’Aquila. Se la Scienza, in Italia, suscita qualche sospetto è anche vero che ciò succede, spesso, a causa dellatroppa ignoranza in materia. Ci sono troppe approssimazioni a regolare, ancora oggi, il rapporto tra Scienza e Diritto: l’unico possibile antidoto è una riflessione su questo rapporto, e molto probabilmente l’elaborazione di una originale filosofia del diritto che accolga la sfida della ricerca e dell’innovazione tecnologica.

Nel pomeriggio, alle ore 16.30, Giovanni Maria Flick e Giulio Giorello “Cultura, Ricerca, Costituzione: l’eredità del passato e lo sguardo verso il futuro”; introduce e coordina Giuseppe De Tomaso. All’articolo 9 della nostra Costituzione si legge che “La Repubblica promuove la cultura e la ricerca scientifica e tecnica” mentre, al contempo, tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Passato e Futuro: non c’è cultura e sviluppo sociale senza recupero attento della tradizione e, insieme e conseguentemente, capacità di vedere e progettare il futuro. Uno sguardo corto, che mette a fuoco solo l’immediato presente – magari perché il futuro non è garantito, nell’investimento, dalla immediata profittabilità -ostacola la “libertà della ricerca”, senza la quale nessuna promozione culturale è immaginabile.

 

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