Migliaia furono gli italiani che vissero la tragedia di cui furono scenario le foibe, quelle cavità naturali del Carso italiano e d’oltreconfine, dove i partigiani comunisti titini occultarono uomini, donne e bambini, alcuni dopo averli fucilati, altri ancora vivi. Tutti colpevoli soltanto di essere italiani, contrari al regime jugoslavo o assurdamente e semplicemente per vendetta personale. Una tragedia sulla quale calಠil silenzio. E che solo qualche anno fa, dopo lungo dibattito politico e polemiche, è stata ufficialmente ammessa a far parte della coscienza comune nazionale, con l’istituzione il 10 febbraio, data in cui fu firmato il Trattato di pace di Parigi che nel 1947 sancì la perdita per l’Italia dei territori dell’Istria e di Pola, del “Giorno del Ricordo”. Per ricordare quel dramma anche a Fasano dal palazzo municipale sono state esposte le bandiere a mezz’asta. Tra le vittime anche un carabiniere di Montalbano, Pasquale Guarini appuntato dei Carabinieri in servizio a Gorizia, che fu deportato il 2 maggio 1945 e gettato nella foiba di Tamova. Il figlio Giovanni ricevette un’onorificenza in memoria del padre dal Presidente della Repubblica, Ciampi nel 2006

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