Della vicenda ne hanno parlato giornali e telegiornali: un fatto di per sè curioso, ma con implicazioni per la salute pubblica. Il Tar mette fine alla guerra delle pecore: o pannoloni o cambio di itinerario. àˆ stata necessaria una sentenza di merito dei giudici amministrativi per chiudere ” è ancora troppo presto per dire se in modo definitivo ” la guerra, combattuta a botte di ricorsi alla magistratura, tra il Comune di Fasano e un pastore del posto. Il Tar ha sentenziato: se il pastore vorrà continuare a far passare il suo gregge sulla pubblica via dovrà dotarsi di scopa e paletta. A meno che non preferisca mettere alle pecore il pannolone. Definitivamente pronunciandosi sul ricorso presentato da un pastore fasanese per ottenere l’annullamento dell’ordinanza con la quale il sindaco Lello Di Bari aveva “vietato al ricorrente di transitare con il gregge sulla via S. Martino da Tours” e allo stesso tempo “gli aveva imposto di portare con sè strumenti idonei alla raccolta degli escrementi”, i giudici della prima sezione del Tar di Lecce hanno sentenziato che il provvedimento sindacale è legittimo e, quindi, l’istanza del pastore non è ammissibile. La stessa cosa i giudici amministrativi salentini l’avevano già detta pronunciandosi sulla richiesta di sospensiva del provvedimento sindacale, allorquando avevano respinto la domanda del pastore. Per il Comune quella era stata la prima vittoria. Con la sentenza di merito i giudici hanno ritenuto sussistente la competenza del sindaco ad emettere l’ordinanza che era stata oggetto di impugnazione da parte dell’allevatore.

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