Il sindaco di Fasano, Lello Di Bari, con una missiva inviata oggi alle Ferrovie dello Stato (sede di Roma) e, per conoscenza, alla Prefettura di Brindisi, al presidente della giunta regionale pugliese ed agli assessorati regionali di Puglia ai Trasporti ed alle Politiche della salute, “diffida l’Azienda Ferrovia dello Stato a riattivare i bagni esistenti presso lo scalo ferroviario di Fasano (…) con espresso avvertimento che il mancato adeguamento alla presente sarà motivo di apertura di un procedimento innanzi all’Autorità Giudiziaria”. Il sindaco Di Bari chiarisce nella missiva le ragioni della sua diffida: “In riferimento ” scrive – alla decisione con la quale la Vs. Azienda ha, inspiegabilmente, stabilito la chiusura al pubblico dei bagni esistenti presso lo scalo ferroviario di Fasano ed alla pregressa corrispondenza intercorsa sull’argomento (la richiesta del Comune di ottenere in comodato gratuito alcuni locali della stazione, al fine di gestire e riaprire proprio i bagni, ndr), si segnala ancora una volta la precaria situazione igienico-sanitaria che gli abitanti del luogo e l’intera cittadinanza sono costretti a sopportare. Continano ” scrive Di Bari ” a pervenire a questa Amministrazione reiterate segnalazioni dall’Ufficio di Igiene Pubblica dell’Ausl Br, sede di Fasano, e le vibrate proteste da parte dei cittadini che, spesso, sono indirizzate anche agli organi di stampa. Si fa riferimento ” sottolinea il sindaco ” che al predetto scalo afferisce l’intera utenza della città di Fasano e delle rispettive frazioni, nonchè l’utenza proveniente da e per i comuni di Cisternino, Locorotondo e Martina Franca, oltre al notevole flusso turistico che interessa questi territori. D’altro canto ” puntualizza Di Bari ” non è ammissibile che la Vs. Azienda, deputata a svolgere un pubblico servizio, mantenga in esercizio uno scalo ferroviario così frequentato senza garantire la rispondenza ai più elementari criteri igienico-sanitari. Nè si puಠtacere ” conclude Di Bari nella missiva ” il pericolo di turbativa dell’ordine pubblico ingenerato da tale precaria situazione anche in riferimento alla sicurezza ed incolumità del vostro personale che è costretto a subire le proteste dell’utenza

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