Elegante e istrionico, scanzonato e malinconico, capace di mescolare la tanto amata canzone napoletana allo swing e a contaminazioni sonore di paesi lontani: Renato Carosone è stato uno dei più grandi interpreti della musica italiana nel mondo, una di quelle figure artistiche diventate a conti fatti leggenda.

A farlo rivivere con le sue canzoni, in un tour in giro per l’Italia, è Peppe Servillo, accompagnato dal Solis String Quarter. Nella serata di ieri (venerdì 20 gennaio) la città di Fasano ha avuto il privilegio di poter riascoltare tanti dei suoi cavalli di battaglia presentati in un’atmosfera onirica sul palco del Cinema Teatro Kennedy, nell’ambito del programma della quarantesima stagione concertistica di Fasanomusica.

“Carosonamente” – questo il titolo dello spettacolo-concerto – non è un semplice omaggio, ma un viaggio nelle canzoni e nei personaggi di Carosone, i toreri, i sarracini, gli americani. «Carosone pensa con affetto la sua gente, con un umorismo semplice, dal basso, senza sarcasmo, senza potere, senza cattiveria nel sorriso – rivela Servillo –. Egli ci porta lontano, sbagliando volutamente strada, per un imprevisto musicale e di parola, noi lo seguiamo sperando di non fare danni, magari ci travestiamo e fra di noi non ci riconosciamo». Ed è così che i musicisti (Vincenzo Di Donna e Luigi De Maio al violino, Gerardo Morrone alla viola, Antonio Di Francia a violoncello e chitarra) e il cantante sul palco fanno rivivere le storie di tanti brani rimasti nella memoria collettiva, il talento e l’originalità di un artista unico che ha saputo fare della Musica uno strumento di umorismo ma anche di sentimenti profondi. Dai classici Tu vuo’ fa l’americano, Torero e O Sarracino, alle ironiche canzoni Pigliate ‘na pastiglia, M’aggia curà, A casciaforte, e poi ancora l’intramontabile La pansè, la più triste Lettera da Milano, la più esotica Caravan Petrol.

Straordinari i protagonisti sul palcoscenico, entusiasta il pubblico in sala. Servillo, un po’ maschera di teatro, un po’ showman, è riuscito a travolgere la platea persino nell’oscurità di alcuni momenti dello spettacolo, volutamente cercata per porre in risalto la grandezza delle canzoni e la maestria dell’esecuzioni musicali, che hanno presentato arrangiamenti di grande effetto, eseguiti magistralmente dal quartetto. È stata una serata da non dimenticare, una delle tante in questi lunghi quarant’anni di Fasanomusica.

 Per RD Notizie: Angelica Sicilia

 

 

 

1 Commento

  • Pubblicato 21 Gennaio 2023 11:33 0Likes
    Il rompiscatole pilisso

    Ma perché “Quarter”? “Quartet”!

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