La Sezione di Fasano della Società di Storia Patria è da tempo impegnata nel recupero della memoria dei militari fasanesi imprigionati e internati nei lager nazisti.

La consegna della Medaglia d’Onore al fasanese Domenico Rosati, caporale del Regio Esercito catturato in Albania e deportato nei lager tedeschi dopo l’8 settembre 1943, da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, riporta l’attenzione su una pagina dolorosa e troppo a lungo dimenticata della nostra storia: quella degli Internati Militari Italiani (IMI).

Rosati, classe 1912, visse quasi due anni di prigionia in condizioni disumane nei campi di lavoro in Germania, prima di poter rientrare a Fasano il 26 luglio 1945. La sua vicenda personale diventa simbolo di un’intera comunità: centinaia di fasanesi, compresi molti delle frazioni di Pezze di Greco, Montalbano, Speziale e Pozzo Faceto, furono fatti prigionieri, deportati e in tanti casi non fecero mai ritorno.

La Società di Storia Patria – Sezione di Fasano da anni si dedica con impegno alla ricerca e alla ricostruzione delle storie degli IMI locali, restituendo nomi, volti e testimonianze a un capitolo dimenticato. L’introduzione della “Giornata dell’internato militare italiano” (20 settembre, istituita con la legge 13 gennaio 2025, n. 6) rafforza la missione del sodalizio: onorare la memoria degli internati, sensibilizzare le nuove generazioni e custodire il valore di quella resistenza morale e civile che gli IMI seppero incarnare rifiutando di aderire al nazifascismo.

La Sezione fasanese, con il sostegno dell’Amministrazione comunale e delle famiglie dei caduti, continuerà a lavorare per dare agli IMI di Fasano il giusto tributo, consapevole che la memoria di quella “resistenza senz’armi” è parte viva dell’identità antifascista sancita nella nostra Costituzione e patrimonio di pace per il futuro.

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