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Don Sandro Ramirez: ecco perché non avrei voluto fare la Festa Patronale

12 Apr 2018 AttualitàEcclesiale Redazione - Mattia Arconzo

Il priore della città di Fasano, don Sandro Ramirez, è intervnuto nel corso di ‘eccetera eccetera’, martedì, ed ha spiegato il perché delle sue scelte riguardanti la festa Patronale.

Lo scorso lunedì 6 aprile, il parroco della chiesa matrice, inviando una missiva, nominava Commissario Straordinario l’avvocato Fabiano Amati. Il suo ruolo non sarà quello di Presidente in quanto la Chiesa locale intende denunciare il preoccupante fenomeno della ludopatia, che pone Fasano in testa alla classifica della provincia di Brindisi quale città più “spendacciona” nel gioco di azzardo tramite slot machine, con una quota calcolata in 1.140 euro pro capite all’anno. A fronte di questo dato che scopre Fasano città ricca e sprecona, fa da contrappeso la scarsa affezione dei fasanesi nei confronti della loro festa patronale con una raccolta “porta a porta” che lo scorso anno ha portato ad introitare appena 50 centesimi pro-capite, mentre numerose attività economiche e commerciali che pure beneficiano della festa, hanno scarsamente o per nulla contribuito al sostegno della celebrazione.

«La soluzione è sicuramente fare qualcosa di eclatante, ed ho pensato di non fare la festa patronale – ha affermato Ramirez – ma il sindaco e i miei confratelli non sono stati d’accordo con questa mia idea. Siamo giunti alla conclusione di realizzare una festa più sobria. La ludopatia è una malattia, si tratta del gioco che dona adrenalina sulle scommesse ma che d’altra parte non dona la felicità. Quello che c’è dietro a queste macchine è la volontà di guadagnare senza lavorare. Essendo il priore della città, ho la responsabilità di una famiglia, di una comunità e per questo ho il dovere di segnalarvi che c’è qualcosa che non va, non spendiamo bene il nostro denaro. I fasanesi devono farci capire se desiderano o no la festa. Se quest’anno si raccoglierà una cifra irrisoria, allora i fasanesi ci faranno capire come non vogliano la festa, perché non possiamo mettere a repentaglio il denaro della parrocchia o il denaro personale dei presidenti.»

Il priore, rispettando le volontà del primo cittadino, Francesco Zaccaria e degli altri sacerdoti della città, pensa già all’organizzazione: «Il filone sarà sempre lo stesso, e anche per quest’anno le attività della festa patronale comprenderanno gli ospiti del Giugno Fasanese, perché quando l’appuntamento della Scamiciata non crea problemi arricchisce i festeggiamenti.»

Ora la palla passa ai cittadini che dimostreranno, attraverso il proprio contributo economico, la volontà di festeggiare Maria SS di Pozzo Faceto e S.Giovanni Battista.

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