«Abbiamo fatto chiarezza su questa materia», afferma il sindaco Zaccaria. L’assessore Deleonardis ha avuto un incontro con gli esperti della Regione.

 L’Amministrazione comunale di Fasano ha voluto incontrare i titolari degli esercizi di ristorazione con strutture rimovibili, presenti lungo la costa Savelletri-Torre Canne.

Nella Sala di rappresentanza del Palazzo municipale,  il sindaco Francesco Zaccaria e l’assessore comunale al Demanio Leonardo Deleonardis hanno incontrato tutti gli undici titolari di quei “ristorantini” presenti lungo la costa fasanese.

L’oggetto della riunione è stato il cosiddetto “applicativo” del canone Omi (Osservatorio mercato immobiliare): in sostanza, ai titolari di questi punti di ristorazione che hanno l’obbligo di rimuovere nel periodo invernale le strutture, è stato comunicato che il canone demaniale dovrà essere da loro pagato soltanto dopo la cessazione della concessione demaniale.

«Abbiamo voluto fare chiarezza su questo spinoso e delicato tema, per mettere un punto fermo sulla controversa materia», ha detto il sindaco Zaccaria. «Era una questione che abbiamo ritenuto affrontare subito, nonostante i soli due mesi di mandato amministrativo – ha aggiunto il primo cittadino – ma il problema si trascinava da tempo ed occorreva ricostruire un clima di serenità tra tutti gli operatori del settore della ristorazione delle nostre frazioni marinare».

Nei giorni scorsi, infatti, a nome dell’Amministrazione comunale, l’assessore al Demanio Leonardo Deleonardis aveva incontrato a Bari i responsabili del settore demaniale della Regione Puglia. «L’incontro chiarificatore sul tema del canone demaniale è stato possibile approfondirlo grazie alla fattiva collaborazione del consigliere regionale Fabiano Amati – ha detto l’assessore Deleonardis ai ristoratori della costa presenti a Palazzo di Città -; la questione è chiara – ha aggiunto -: ai sensi degli artt. 29 e 49 del Codice della navigazione, il canone, che i punti-ristorativi rimovibili presenti sulla nostra costa devono versare, va pagato soltanto dopo la naturale cessazione della relativa concessione demaniale. Questo chiarimento – ha proseguito Deleonardis – è diretto a sgombrare il campo da qualsiasi equivoco che poteva portare il Comune a subire costosi contenziosi».

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