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Stagione di prosa: in scena a Fasano “Il Misantropo” di Moliére

10 Feb 2020 Spettacolo Redazione Gianfranco Mazzotta

Mercoledì 12 febbraio al Teatro Kennedy – Tra gli attori il fasanese Fabio Tinella

Mercoledì  12 febbraio andrà in scena al teatro Kennedy  “Il misantropo” di Molière nella versione di Francesco Niccolini e per la regia di Tonio De Nitto

L’opera mira a raccontare e denunciare le contraddizioni e le ingiustizie di una società  non molto diversa da quella attuale. Un quadro perfetto del momento storico in cui viviamo, soprattutto con riferimento alla disillusione nei confronti di un mondo non meritocratico. Il protagonista non respinge la società- sarebbe un errore interpretare cosi il suo chiudersi, il suo arroccarsi- esso invece è respinto da una società in cui assolutamente non si riconosce . 

Siamo molto fieri – afferma l’assessore alla cultura Cinzia  Caroli – di essere riusciti a portare qui a Fasano questa versione de “Il misantropo“, portata in scena da una compagnia pugliese “Factory-Compagnia Trans Adriatica”, all’interno della quale, attori professionisti tra cui il fasanese Fabio Tinella, portano sul palcoscenico il vissuto di un uomo che soffre per il fatto di non sentirsi compreso, un uomo che non riesce ad allinearsi ad una società totalmente ipocrita e appiattita. Il riferimento alla società attuale, spesso non meritocratica, corrotta e sessista è palese e fa riflettere. Ancora una volta abbiamo voluto riflettere su queste tematiche, questa volta utilizzando un registro più classico ma decisamente e drammaticamente sempre attuale.  Auspico in particolare che i ragazzi possano assistere a questa versione de “Il misantropo”, approfittando dei prezzi assolutamente calmierarti per loro. Il biglietto per gli studenti, voglio ricordarlo, è di soli 10 euro”.

Lo spettacolo non solo si sofferma sul decadimento dei costumi, ma con una grande sensibilità psicologica mira ad approfondire la solitudine di ogni personaggio. In questo spettacolo nulla è lasciato al caso, dalle musiche che caratterizzano i personaggi, ai costumi splendidi, frutto di lavori sartoriali pregiatissimi,  alle luci che conferiscono un’intenzione cinematografica soprattutto verso il finale.

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