FASANO

Il primo documento nel quale si cita Fasano è una Bolla Pontificia del 1088 che nomina il casale di S. Maria de Fajano tra i possedimenti della Badia di Santo Stefano, tenuta da monaci Benedettini e fondata dal Conte di Conversano.

In realtà la storia del luogo ha radici ben più profonde:
sulla costa, verso nord, numerosi sono i segni che attestano la presenza dell'uomo sin dall'età del bronzo. Inoltre a sud rispetto alla città, in contrada Piscomarano, al confine con il comune di Ostuni sorge un dolmen, monumento funerario preistorico, senza dimenticare Egnathia, città messapica prima e fiorente centro commerciale ubicata i epoca romana  lungo la Via Traiana che collegava Roma a Brindisi.

Egnathia, citata da Orazio, in epoca romana divenne importantissima città, porto commerciale e centro produttore di una tipica ceramica nera detta appunto di Egnathia: divenne anche sede episcopale e agli imponenti edifici, templi, anfiteatro e forum si aggiunse anche una Basilica. Nel V - VI secolo la città venne progressivamente abbandonata.

Gli abitanti spostandosi nell'entroterra, in luoghi più sicuri e meno soggetti alle incursioni di pirati, diedero impulso alla fondazione e allo sviluppo di centri come Monopoli e Fasano.

In molti si rifugiarono nelle lame, avvallamenti del terreno dove scorrono le acque piovane, scavando abitazioni e grotte nel tufo. Qui si rifugiarono anche molti monaci orientali scampati alla persecuzione iconoclasta i quali realizzarono in tali ambienti chiese rupestri, molto interessanti e ricche di affreschi. Un tipico villaggio rupestre "Lama d'Antico", si trova a circa 3 chilometri dal centro urbano di Fasano.

Col tempo nei pressi delle lame, terre fertili dove veniva coltivato l'ulivo, il grano, legumi (fave soprattutto) e verdure; cominciarono a sorgere masserie che venivano fortificate divenendo veri e propri centri produttivi autonomi.

Nelle masserie la gente nasceva, viveva e moriva senza mai allontanarsi da quei luoghi sicuri, dove accanto alla casa padronale vi erano le abitazioni dei contadini, il frantoio e tutto quanto era necessario per vivere; quasi sempre vi era anche una chiesa.

Amministrativamente Fasano dipendeva dal baliaggio di S. Stefano presso Monopoli tenuto dall'ordine religioso degli Ospitalieri di S. Giovanni Gerosalomitano, diventa poi dei Cavalieri di Malta. Tale ordine cavalleresco amministrò la città sino ai  primi anni dell'800 (1809) attraverso un Balì.

Altra importante testimonianza del passato è la chiesa di Seppannibale risalente al X secolo, in stile longobardo con due tipiche cupole.

Il 2 giugno 1678 venne scritta la pagina più gloriosa della storia di Fasano: i turchi che cercavano di invadere la città, peraltro periodicamente saccheggiata sino allora, furono sconfitti definitivamente nel corso di un' aspra battaglia. Il corteo rievocativo della vittoria si svolge ancora ai nostri giorni ed è noto come - La Scamiciata.

I moti rivoluzionari del 1799 coinvolsero la città tanto che un giovane fasanese, Ignazio Ciaia, fu Presidente della Repubblica Napoletana, esperienza sfortunata che fu soffocata nel sangue dalla restaurazione borbonica.

Con l'avvento di Napoleone e la soppressione degli ordini religiosi la città attraversò le vicende del XIX e XX secolo comuni a tutti i centri del meridione. Da segnalare, tuttavia, i fermenti risorgimentali con la presenza di associazioni di "Carbonari" e la partecipazione ai due conflitti mondiali.
Dal 1953 Fasano ha il titolo di Città.

GNATHIA

La storia dell'antica Gnathia si è snodata nell'arco di molti secoli. Il primo insediamento, costituito da un villaggio di capanne, sorse nel XV sec. a. C. (età del bronzo). Nell'XI sec. a. C. (età del ferro) si registra l'invasione di popolazioni provenienti dall'area balcanica, gli Iapigi , mentre con l'VIII sec. a. C. inizia la fase messapica che per Egnazia, come per tutto il Salento, cesserà con l'occupazione romana avvenuta a partire dal III sec. a. C.

La città entrerà quindi a far parte prima della repubblica e poi dell'impero romano e decadrà insieme ad esso.

Della fase messapica di Egnazia restano le poderose mura di difesa (alte 7 m., lunghe 2 km., delimitano un'area urbana di circa 40 ettari) e le necropoli, ove oltre a tombe a fossa e a semicamera, sono presenti monumentali tombe a camera decorate con raffinati affreschi. Della città, scavata solo in parte, si conservano le vestigia risalenti alla fase romana. 

Notevoli i resti della Via Traiana, della basilica civile con l'aula delle Tre Grazie, del Sacello delle divinità orientali, dell'anfiteatro, del foro.
Ottimamente conservato il criptoportico. Sono presenti anche due basiliche paleocristiane, originariamente con pavimento a mosaico.

 

 

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