CENNI STORICI
La parrocchia di sant'Antonio abate nasce ufficialmente il 25 marzo 1924 ed è la seconda comunità parrocchiale cittadina dopo la Matrice.
Tuttavia la storia della chiesa è molto più antica e ha alle spalle almeno tre secoli. Già nel 1656 padre Bonaventura da Fasano parla del “ Cenobio dei frati Minori O sservanti” intitolato a sant'Antonio abate ed ubicato dove è attualmente sito l'asilo “Ciaia” in corso Vittorio Emanuele.
Infatti, nel 1603 i frati Minori ottennero in dono dal Clero fasanese un orto e l'autorizzazione di papa Clemente VII di edificare un Convento capace di ospitare 12 frati. Con esso sorse anche una cappella intitolata alla S. Vergine Immacolata, sotto il cui nome sorse anche una confraternita.
Le famiglie agiate del paese contribuirono alla costruzione del convento e del chiostro che fu affrescato con scene tratte dai fioretti di San Francesco. Poi sorse un'altra ala che ospitava una scuola elementare e dove i frati preparavano i giovani delle famiglie benestanti agli studi superiori. Il Convento offriva ospitalità anche ai forestieri.
La confraternita dell'Immacolata aveva il suo oratorio nella chiesa dei frati Minori e una cappella con funzione sepolcrale.
Nel 1753 venne completato l'ampliamento della chiesa che venne consacrata. Il 14 maggio 1893 la chiesa crollò e fu ricostruita due anni dopo da Stefano Latorre. In questo periodo, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi nel Regno d'Italia, i padri Osservanti non c'erano più e il Convento divenne scuola elementare. La chiesa fu invece ceduta alla Confraternita. Dell'Immacolata. Quando la parrocchia venne fondata, il 25 marzo 1923, viene nominato parroco don Donato Di Ceglie che ne prese possesso il 25 marzo 1895. Il suo compito primario fu quello di regolare i rapporti con la Confraternita. A Do donato successe don Sante Perna. Il sacerdote, noto per aver fondato l'Istituto Sacro Cuore curò in prima persona il progetto di ulteriore ampliamento della chiesa la cui posa della prima pietra avvenne nel maggio del 1941.
Don Sante riuscì a completare l'opera proprio poco prima di morire (15.10.1949). Gli successe don Nicola Carbonara che rese possesso della Chiesa il 6.3.1950. Don Nicola realizzò il villaggio del Fanciullo (la cui costruzione iniziò il 30.5.1954) e curò il restauro della Chiesa che fu consacrata il 2.12.1979 alla presenza del cardinale. Corrado Ursi e dei vescovi Antonio d'Erchia e Settimio Todisco.
Sempre per opera di don Nicola la parrocchia si arricchì di un'altra opera: L'Eremo di sant'Antonio abate, inaugurato il 13.9.1987.
L'ORATORIO DEL FANCIULLO
Una importante struttura a servizio non solo della parrocchia, ma dell'intera città è l'Oratorio del fanciullo, ubicato in una zona una volta periferica della città e distante poche centinaia di metri dalla parrocchia.
L'Oratorio è un luogo aperto per tutti i ragazzi e adulti che intendono compiere un cammino verso la maturità umana e cristiana. E' con questo spirito che vive e opera la struttura voluta e realizzata con epico impegno da don Nicola Carbonara.
La cerimonia di posa della prima pietra avvenne il 30 maggio 1954, tra un'immensa folla desiderosa di veder nascere la struttura pensata per i ragazzi e i giovani che potevano così trovare un luogo dove evitare i pericoli di “devianza” della strada.
La prima pietra fu simbolicamente donata da papa Pio XII che inviò un'offerta di 50.000 lire dell'epoca. Presenti il priore Giuseppe Donnaloia, il sindaco Perrini e gli onorevoli Angelo Priore e Carlo Scarascia, il discorso ufficiale fu tenuto dal sen. Luigi Russo.
Subito dopo iniziarono i lavori di costruzione della grande struttura progettata dagli ingegneri Giuseppe Calefati e Maurizio Custodero.
La costruzione dell'edificio, durata molti anni, avvenne grazie alla tenacia del parroco, don Nicola e grazie alla generosità di tutti i fasanesi, compresi gli emigrati che donarono spesso qualcosa; molte persone offrirono gratuitamente il lavoro di manovali, muratori, ecc.
L'edificio attualmente si compone di 3 piani che ospitano la comunità dei padri Canossiani, gestori della struttura, una comunità delle sorelle Ausiliarie della Madonna, alcune scuole, una cappella, una sala teatro, oltre alle varie attività oratoriane e una casa di prima accoglienza per stranieri e bisognosi. Nella primavera del 1999 è stato ristrutturato e inaugurato il campetto di calcio con impianto di illuminazione.
Migliaia di ragazzi sono passati presso questa struttura nel corso dei circa 45 anni di vita, ricevendo un segno della carità e dell'amore cristiano.
Attualmente in oratorio operano anche alcuni gruppi giovanili: Azione Cattolica, Movimento Eucaristico Giovanile, Corali polifoniche e gruppo teatrale.
Per i ragazzi vengono organizzato tornei di calcio, calcetto, tennis, tennis da tavolo e pallavolo. Non mancano le attività estive, i campeggi e campi scuola in varie parti d'Italia.
L' Eremo di S. Antonio Abate
L'Ultima realizzazione in ordine di tempo di don Nicola Carbonara e della parrocchia è stato l'eremo di S. Antonio abate, ubicato in una zona immersa nella natura incontaminata tra querce, lecci e ulivi alle pendici di una collina situata in contrada s. Oronzo, in territorio di Monopoli. E' un luogo di riflessione preghiera pensato per chi volesse ritrovare un dialogo e un rapporto più profondo con Dio, in un ambiente di assoluto silenzio, rotto solo dal soffio del vento e dal canto degli uccelli.
Era in origine la casa natale del sacerdote che negli anni '80 fu ristrutturata proprio per ospitare pellegrini e persone alla ricerca di un luogo isolato per la preghiera e la meditazione.
Si giunge dopo un percorso immerso nella natura e nella macchia mediterranea. Sul piazzale si viene accolti da una statua raffigurante l'eremita S. Antonio abate, opera dello scultore Donatello Grassi da Pezze di Greco, e da una bella cappella di forma ovoidale nella quale non vi sono banchi né sedie, ma gradini e panche su cui sedersi. Due gli altari: uno con il crocifisso che fu di don Sante Perna e l'altro con un dipinto di padre Gino Burresi raffigurante la Madonna col Bambino. Poi un tabernacolo e un vecchio armonium restaurato.
Alla cappella segue il corpo di fabbrica pensato per l'ospitalità dei pellegrini. Dal piazzale si diparte una stradina che si inerpica verso la collina, contrassegnata da grandi croci in pietra e sculture raffiguranti le varie stazioni della via Crucis.
Lo scenario bellissimo e il contatto diretto con la natura inducono alla riflessione e alla preghiera.
L'Opera, nata nell'ambito della parrocchia di S. Antonio abate è stata donata alla diocesi con atto notarile dell'11 febbraio 1987.
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